Lo stereotipo del gatto solitario è talmente radicato nella mente che il solo pensiero di una sua complessa vita sociale sembra assurdo.
Tuttavia, le ricerche degli ultimi decenni dipingono un quadro diverso: il gatto domestico è una specie sorprendentemente flessibile, in grado di formare vere e proprie comunità con una struttura interna se necessario, secondo il corrispondente di .
Due semplici fattori decidono tutto: la densità della popolazione e la disponibilità di cibo. Dove le risorse sono concentrate, i gatti preferiscono negoziare piuttosto che litigare.
Questi gruppi, spesso chiamati colonie, si basano sul matriarcato. Le femmine imparentate – madri, figlie, sorelle – si uniscono intorno al cibo, allevano insieme i gattini e costituiscono il nucleo della comunità.
Non si tratta di un branco con una rigida autorità verticale, ma di una rete di relazioni complesse in cui ogni individuo ha dei partner preferiti. Dormono raggomitolati, si leccano la testa a vicenda e si salutano con la coda alta.
Questa cooperazione raggiunge manifestazioni sorprendenti. I gatti in lattazione di una colonia possono allattare i gattini degli altri, mentre i gatti non in lattazione possono portare il cibo alle madri con i loro piccoli.
È stato osservato anche un comportamento simile al “parto”, con un gatto che aiuta l’altro. Ciò conferisce ai gattini di questi nidi “comuni” un reale vantaggio in termini di sopravvivenza e sviluppo.
I gatti adulti tendono a vivere alla periferia di questi gruppi femminili, controllando vasti territori che possono attraversare le proprietà di diverse colonie. Le relazioni tra loro sono spesso basate sull’evitamento o sulla tolleranza forzata, anche se, sorprendentemente, anche i maschi non castrati possono diventare partner preferiti e leccarsi a vicenda.
La principale causa di conflitto è la caccia sessuale e la competizione per le femmine ricettive. È questa flessibilità innata che spiega perché alcuni gatti domestici amano i loro compagni, mentre altri detestano i loro parenti.
Tutto dipende dalla capacità di costruire un legame sociale, di solito nell’infanzia, e dalla presenza di risorse sufficienti in casa. Quando c’è una sola ciotola per tre gatti e l’unica lettiera è la toilette, ci si può dimenticare della vita pacifica: si accende l’antica modalità di competizione.
La pace è arrivata solo dopo la comparsa del terzo piano “neutro”: un complesso alto con scaffali dove ognuno si sentiva al sicuro. Non sono diventati amici, ma hanno imparato a rispettare i confini, che è l’essenza del contratto sociale felino.
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