Il metodo di coltivazione delle patate sotto la paglia o la pacciamatura di fieno sembra rivoluzionario, ma in realtà è un ritorno a tecniche agronomiche semplici e quasi dimenticate.
La sua essenza consiste nel fatto che i tuberi non vengono interrati, ma sparsi sulla superficie del terreno compattato (o su un piccolo strato di foglie vecchie, compost) e ricoperti da uno spesso strato di paglia, fino a 30-50 cm, riferisce il corrispondente di .
Man mano che la pianta cresce, la paglia viene semplicemente rabboccata. Il vantaggio principale di questo metodo è un fantastico risparmio di fatica.
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Cadere necessità il lavoro più duro: scavare, arare, diserbare, diserbare all’infinito e, soprattutto, raccogliere. Per raccogliere, è sufficiente rastrellare con le mani la paglia con un forcone: i tuberi puliti e asciutti, non danneggiati dalla spalatura, giacciono proprio sulla superficie.
È l’ideale per i terreni vergini, pesanti o sassosi, dove la semina tradizionale è quasi impossibile. La paglia crea un microclima ideale: trattiene l’umidità, sopprime le erbacce e protegge i tuberi dal surriscaldamento.
Inoltre, fermentando dal basso, diventa un eccellente fertilizzante organico, migliorando la struttura e la fertilità del terreno per il futuro. Tuttavia, questo metodo presenta anche dei rischi: topi o lumache possono penetrare nella paglia e, nelle estati secche senza irrigazione, la paglia può seccarsi troppo.
Il successo dipende quindi dalla preparazione: il terreno deve essere innaffiato prima di disporre i tuberi, e per proteggersi dai roditori si possono usare gambe di abete rosso appuntite, spargere cenere o usare repellenti a ultrasuoni. Questo metodo è un ottimo esperimento per chi è stanco del duro lavoro nei campi di patate e vuole ottenere un raccolto, se non maggiore, molto più facile e piacevole.
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