Perché il cervello è il miglior estetista: come i pensieri cambiano la texture della pelle

Passiamo ore alla ricerca di una crema miracolosa, ignorando completamente lo strumento più potente che è sempre con noi: la nostra mente.

L’ansia cronica e la marea di pensieri negativi creano nel corpo un cocktail biochimico di ormoni dello stress, che la pelle percepisce come un ordine diretto all’infiammazione e alla rottura del collagene, riporta .

La neurodermite e la psoriasi sono da tempo riconosciute come malattie in cui la componente psicosomatica gioca un ruolo chiave, ma anche il comune grigiore o le eruzioni cutanee improvvise sono spesso della stessa natura. La pelle agisce come uno schermo su cui vengono proiettati tutti i conflitti interiori e le paure irrisolte.

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La pratica della mindfulness non è esoterica, ma un allenamento per il cervello per uscire dalla modalità pilota automatico e interrompere l’infinito dialogo interno. Anche brevi pause meditative durante la giornata riducono i livelli di cortisolo, dando alla pelle una pausa e risorse per recuperare.

La psiconeuroimmunologia, la scienza che studia il legame tra psiche e immunità, conferma che le emozioni positive e lo stato di calma aumentano le difese della pelle. Quando la pelle è serena, resiste meglio agli ambienti aggressivi, alle infezioni e persino ai processi di fotoinvecchiamento.

L’esperienza personale suggerisce che una settimana trascorsa in vacanza lontano dalle chat di lavoro e dai feed di notizie fa più bene al viso di un costoso ciclo di trattamenti in salone. Non si tratta solo di sonno e aria fresca, ma anche di una radicale riduzione del rumore delle informazioni, che allevia il sistema nervoso.

Non è necessario sforzarsi di raggiungere un’euforia costante: basta notare i momenti di semplice gioia e imparare a spostare delicatamente l’attenzione dai pensieri ansiosi. Una passeggiata in cui si guardano gli alberi invece di scorrere i social media è già una seduta di terapia per il viso.

Una cosmetologa di lunga data una volta ha confessato che vede una differenza tra i pazienti che lavorano con il loro stato interiore e quelli che si affidano solo a interventi esterni. Per i primi, i risultati dei trattamenti durano più a lungo e la pelle sembra davvero viva.

Il lavoro con la mentalità è il più lungo, ma anche il più efficace. bellezze-protocollo. I risultati non sono immediatamente visibili, ma si accumulano, creando una solida base per qualsiasi strategia di cura esterna.

La pelle che ha alle spalle una mente serena e chiara risplende di una freschezza diversa e inafferrabile rispetto ai cosmetici. Questo splendore non può essere falsificato o comprato, ma può essere coltivato solo dentro di sé.

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