Ci impegniamo molto per far socializzare il nostro cucciolo con gli altri cani, ma spesso dimentichiamo che il suo mondo non è costituito solo dai suoi parenti.
La socializzazione con gli oggetti “inanimati” e i fenomeni dell’ambiente urbano è altrettanto importante: un tram che rimbomba, un’altalena che scricchiola, un uomo sui trampoli, una bandiera che sventola, una pozzanghera, maglia di un tombino che fa paura attraversare, come riferisce un corrispondente di .
Senza una familiarità positiva, ogni uscita si trasforma in un percorso a ostacoli pieno di minacce. Un cane che è tranquillo con i suoi parenti ma che si fa prendere dal panico di fronte a un camion della spazzatura o a una vecchietta che cammina con un bastone non può essere considerato ben socializzato.
Il suo mondo rimane piccolo e fragile, perché al di fuori del parco giochi per cani è allarmato. Il compito del proprietario è quello di “portarlo a regime” gradualmente, senza pressioni: fargli annusare un motorino spento, dargli un bocconcino vicino a una fontana rumorosa, creare associazioni positive.
Questo processo richiede attenzione e pazienza, perché la paura degli oggetti inanimati è spesso irrazionale e sfida la logica. Ma è proprio questo processo che forma una psiche stabile e flessibile, capace di adattarsi alla variabilità del paesaggio urbano.
Un cane, che ha familiarità con l’intera gamma di fenomeni pacifici, si sente più fiducioso e sicuro, e il suo padrone si libera della necessità di anticipare costantemente che la giornata di oggi causerà panico nell’animale. Ampliando la cerchia di familiarità di un animale domestico per includere il mondo che lo circonda, gli diamo più della semplice capacità di giocare con altri cani.
Gli diamo la libertà, la libertà di esistere tranquillamente nel complesso, rumoroso, ma così interessante mondo umano, senza rabbrividire a ogni suono o sagoma sconosciuta.
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