Avete mai notato che le discussioni più accese a volte scoppiano per una tazza non lavata lasciata nel lavandino?
In apparenza sembra una cosa da poco, ma gli psicologi sanno che la tazza è solo la punta dell’iceberg, sotto la quale si nascondono bisogni inespressi di rispetto e attenzione, secondo il corrispondente di .
Il conflitto di per sé non distrugge una relazione, ma il non sapere come gestirlo sì. Una discussione sana non è una battaglia da vincere, ma piuttosto una ricerca collaborativa di una soluzione in cui entrambi i partecipanti rimangono nella stessa squadra.
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Immaginate un dialogo in cui ognuno ascolta non per rispondere, ma per capire la posizione dell’altro. Questo approccio richiede maturità emotiva, ma cambia radicalmente l’atmosfera nella coppia. Al posto delle accuse, ci sono i “messaggi dell’io” che parlano dei sentimenti personali.
Gli esperti notano che le coppie che evitano qualsiasi disaccordo come il fuoco spesso accumulano risentimento, un risentimento silenzioso e corrosivo. Si accumula per anni fino a diventare un muro insormontabile. Il conflitto costruttivo, invece, funziona come un sistema di ventilazione, liberando il vapore ed evitando che la relazione soffochi.
Il segreto è essere in grado di “riparare” il rapporto subito dopo un litigio. Può trattarsi di una battuta, di un gesto gentile o di un semplice “scusa”. Questi segnali ristabiliscono la sicurezza e dimostrano che il vostro valore è superiore a quello dell’oggetto del litigio.
L’esperienza personale suggerisce che dopo una conversazione onesta, anche se difficile, si prova spesso un senso di inaspettata intimità. È come se si riscoprisse la persona, vedendone la vulnerabilità e il dolore. È un’esperienza che crea un legame incredibile.
È importante distinguere tra discutere sulle azioni e criticare una persona. Si può discutere sulle azioni – “hai dimenticato il nostro appuntamento” – ma non sul carattere – “sei un egoista irresponsabile”. La prima si può correggere, la seconda ferisce profondamente e a lungo.
Il tabù del conflitto spesso deriva dall’infanzia, dove la rabbia era un tabù. Gli adulti devono reimparare che è accettabile arrabbiarsi con una persona cara. L’importante è farlo in modo ecologico, senza andare sul personale.
Le coppie perfette che non litigano mai semplicemente non esistono. E quelle che lo sembrano dall’esterno, forse, nascondono solo magistralmente i problemi. Una relazione normale e vivace è sempre un dialogo, che a volte si inasprisce nei toni.
L’obiettivo non è creare una relazione senza attriti, ma sviluppare un proprio “protocollo di riconciliazione”. Per alcuni si tratta di un abbraccio dopo una discussione, per altri di una passeggiata insieme per calmarsi. Trovate il vostro rituale.
Ricordate che dietro l’affermazione “non mi ascolti” spesso si nasconde un grido per la mancanza di presenza emotiva. Cercate di ascoltare non le parole, ma il bisogno di intimità e significato che c’è dietro.
Se vi accorgete di voler “contrattaccare” durante una discussione, fate una pausa. Fare un respiro profondo e chiedersi “cosa sto cercando di dimostrare ora?” può raffreddare l’entusiasmo e riportarvi al punto.
Si può combattere in modi diversi: si possono distruggere ponti o costruirne di nuovi e più forti. La scelta è vostra in ogni frase specifica, in ogni sguardo e intonazione.
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