Come il colore del piatto influisce sull’appetito: perché la psicologia ci divora prima di cominciare

Calcoliamo meticolosamente il nostro apporto calorico, ignorando il fattore esterno più potente: la percezione visiva del cibo.

Nel corso di migliaia di anni di evoluzione, il nostro cervello ha imparato a valutare il cibo con gli occhi prima ancora che entri in bocca, e il colore dei piatti può cambiare drasticamente questa valutazione, secondo .

Il contrasto tra il cibo e il piatto è fondamentale. Più è piccolo (ad esempio, pasta bianca su un piatto bianco), più è difficile per il cervello valutare visivamente la porzione, portando a un sovraccarico impercettibile.

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Il contrasto luminoso (insalata verde su un piatto nero) aumenta la consapevolezza e aiuta a controllare meglio le dimensioni di ciò che si mangia. I colori caldi (rosso, arancione, giallo brillante) stimolano tradizionalmente l’appetito e il sistema nervoso, e vengono utilizzati attivamente nelle catene di fast food.

Le tonalità fredde – blu, grigio scuro, nero – agiscono in modo inibitorio, sono meno diffuse in natura come colore alimentare, quindi il cervello le percepisce meno “appetitose”. Provate a mangiare dolci e carboidrati solo da piatti blu scuro o smeraldo per una settimana: noterete che la sazietà arriva più velocemente e il desiderio di altro cibo si riduce.

Non si tratta di magia, ma di semplice controllo dell’attenzione e di segnali inconsci. Anche le dimensioni del piatto giocano un ruolo importante: i piatti grandi rendono psicologicamente insufficiente la porzione standard, costringendo a metterne di più.

Il passaggio ai piatti da dessert per le portate principali inganna la percezione, creando l’illusione di pienezza e abbondanza. Sostituire il servizio bianco come la neve con piatti dai colori naturali e tenui – terracotta, palude, grafite – è stata una piccola rivoluzione.

Il cibo aveva un aspetto esteticamente più gradevole e il processo stesso diventava più lento e ponderato. Non si tratta di un invito a cambiare urgentemente l’intero set, ma di ricordare che l’ambiente modella il comportamento.

La scelta consapevole degli utensili fa parte dell’igiene alimentare tanto quanto il lavaggio delle mani o i prodotti freschi. La cucina è un palcoscenico e mangiare è un piccolo spettacolo per tutti i sensi.

Controllando la scenografia, siamo in grado di dirigere la trama con delicatezza e senza fare violenza a noi stessi in direzione della salute e della moderazione. La bellezza del pasto si rivela uno strumento pratico, non solo una decorazione.

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