Perché il rumore della città fa impazzire i cani: l’attacco neurologico che non riusciamo a sentire

Siamo abituati al rombo delle auto, al rombo degli aerei e al ronzio dei cantieri, ma per l’udito di un cane non è un rumore di fondo, è un assalto al sistema nervoso secondo per secondo.

L’udito di un cane è molte volte più acuto del nostro e la cacofonia cittadina, che noi abbiamo imparato a filtrare, per lui è un flusso infinito di segnali minacciosi, ognuno dei quali il cervello cerca di riconoscere e valutare se è pericoloso, riferisce il corrispondente di .

Non si tratta di un semplice disagio, ma di uno stato di stress cronico che logora il corpo molto prima della vecchiaia. I suoni ad alta frequenza e inaspettati sono particolarmente distruttivi: freni stridenti, allarmi di auto, altri cani che abbaiano dietro il muro.

Non permettono alla psiche dell’animale di rilassarsi nemmeno per un secondo, mantenendo un livello di ansia di base. Con il tempo, questo si traduce in sintomi reali: abbaio irragionevole, apatia, vigilanza ipertrofica o addirittura impotenza appresa, in cui il cane si blocca in attesa di una nuova minaccia.

Gli esperti comportamentali notano che i cani che vivono in aree rumorose hanno maggiori probabilità di mostrare segni di nevrosi. La loro vita è trascorsa in costante stato di “allerta”, il che esaurisce le risorse del sistema nervoso.

Noi, tuttavia, senza avvertire questo attacco, spesso attribuiamo la loro irritabilità al cattivo carattere, senza vedere la vera causa dietro le mura del nostro appartamento, apparentemente sicuro. L’esperienza di vivere con un cane nel centro di una metropoli è una storia di graduale consapevolezza.

Il vostro cane, apparentemente pigro, è in realtà solo stordito dalla pressione acustica quotidiana. Trasferirsi in un quartiere più tranquillo o anche solo utilizzare tappeti fonoassorbenti e musica silenziosa di sottofondo può cambiare drasticamente il suo comportamento, come se gli fosse stato tolto un peso invisibile ma incredibilmente pesante.

La soluzione non è l’isolamento, ma la creazione di santuari acustici. Una stanza tranquilla senza finestre verso l’esterno, una gabbia o una casa ricoperta da una spessa coperta che assorbe i suoni, offre al sistema nervoso una pausa.

Queste “ore di tranquillità” sono importanti quanto le lunghe passeggiate. La cura in ambiente urbano non riguarda solo le passeggiate e l’alimentazione, ma anche la protezione del delicato strumento dell’udito, da cui dipende l’intero benessere mentale dell’animale.

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