Come la pandemia ha cambiato per sempre le nostre relazioni: lo stress test che ha divorziato alcuni e salvato altri

L’isolamento globale è stato un esperimento di legame massiccio, inaspettato e brutale per le coppie.

L’isolamento, la paura, l’incertezza e la necessità di stare tra quattro mura 24 ore su 24, 7 giorni su 7, hanno messo a nudo tutte le crepe che prima venivano mascherate con successo dal lavoro, dagli incontri con gli amici e dallo spazio personale, riporta .

Per alcuni è stata la fine, per altri l’inizio di una nuova profondità mai vista prima e per molti l’angosciante consapevolezza di vivere con un estraneo. La prima e più ovvia sfida è stata la mancanza di spazio personale – fisico e psicologico.

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Le coppie che prima si incrociavano solo a casa sono rinchiuse nella stessa gabbia, private dei loro soliti sfoghi. Piccole cose che erano state trascurate, come il modo in cui si borbottava, si parlava a voce alta al telefono, si lasciavano le tazze dappertutto, sono diventate occasioni di rabbia silenziosa e di grandi litigi.

I confini si sono dissolti e questo era insopportabile per coloro che apprezzavano l’autonomia. Paradossalmente, per alcune coppie questa intimità forzata è diventata una fuga.

Si scoprì che nel trambusto avevano dimenticato da tempo il semplice stare insieme. Cucinare insieme, fare giochi di società, lunghe conversazioni e persino la lettura silenziosa di libri nella stessa stanza hanno riportato la sensazione di “casa” che era andata perduta.

La pandemia ha fatto sì che si rallentasse e si riscoprisse la persona che c’era sempre stata. Un’enorme prova di stress è stata l’instabilità finanziaria.

La perdita del lavoro o la riduzione del reddito di uno o di entrambi i partner ha ridisegnato all’istante la gerarchia familiare, mettendo a nudo rancori inespressi e paure nascoste. Alcuni si unirono, trovando uno scopo comune nella crisi, mentre altri si impantanarono in accuse reciproche, dove la colpa non era del virus, ma del marito “negligente” o della moglie “sprecona”.

La sfera intima ha subito una vera e propria rivoluzione. Da un lato, lo stress e l’ansia hanno ridotto la libido in molte persone.

Dall’altro lato, la mancanza di altri contatti sociali e la noia hanno incoraggiato alcune coppie a sperimentare e scoprire nuove sfaccettature dell’intimità. Per alcuni la camera da letto è diventata l’unico luogo in cui scaricare le tensioni, per altri è diventata un campo di battaglia in cui si sono riversati tutti i rancori accumulati durante la giornata.

Gli psicologi notano un interessante fenomeno di “scelta sotto costrizione”. Quando tutti gli stimoli esterni – ristoranti, viaggi, feste – sono scomparsi dalla vita, le persone hanno dovuto rispondere alla domanda più onesta: sono interessato solo così, senza decorazioni, con questa persona?

Molti si sono resi conto con orrore di non avere nulla di cui parlare quando non c’era nulla da programmare. E alcuni si sono sorpresi di scoprire che stavano bene in silenzio.

I risultati di questo stress test globale sono contrastanti. Molte coppie che erano “appese a un filo” si sono sfasciate, incapaci di resistere alla prova della massima intimità.

Quelle che avevano basi solide non solo sono sopravvissute, ma hanno rafforzato le loro relazioni sviluppando nuovi rituali e livelli di fiducia. La pandemia è stata una cartina di tornasole che ha mostrato non la forza dei sentimenti, ma la qualità del legame: se le persone sono rimaste insieme perché non avevano altro posto dove andare o perché apprezzavano veramente ciò che avevano costruito insieme.

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