Perché scegliamo partner che assomigliano ai nostri genitori: un copione invisibile dell’infanzia

Sembra incredibile, ma la scelta della persona con cui condividiamo la nostra vita è spesso come un ruolo inconsciamente scritto dai nostri genitori.

Possiamo anche negare con veemenza il loro modello, ma il nostro cervello è ancora attratto da modelli familiari, anche se dolorosi, ma prevedibili, secondo un corrispondente di .

Non si tratta di destino, ma di un potente meccanismo psicologico in cui le vecchie ferite infantili dettano i copioni amorosi degli adulti. Si basa sul desiderio della psiche di completare l’incompiuto, di guarire il vecchio dolore.

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Se da bambini si sentiva che bisognava cercare l’amore dei genitori, in età adulta si può scegliere inconsciamente partner freddi e inaccessibili per ottenere finalmente quel calore e quel riconoscimento tanto, e poco, apprezzato. Cercate di finire una vecchia commedia, sperando in un finale diverso, ma per qualche motivo gli attori e la scenografia risultano essere gli stessi.

Il paradosso è che uno scenario negativo è più attraente di uno positivo. Il cervello percepisce il caos, le oscillazioni emotive e l’instabilità come un’intensità “normale” dei sentimenti.

Un attaccamento calmo e sicuro gli sembra sospettoso e noioso, perché manca l’adrenalina del dramma familiare. Si confonde l’ansia causata dall’imprevedibilità del partner con l’eccitazione della passione.

Questo fenomeno è particolarmente accentuato nelle scelte opposte a quelle dei genitori, che si rivelano essere la stessa medaglia, solo al rovescio. La figlia di una madre prepotente può cercare un uomo morbido e poco incisivo, ma alla fine soffrirà della sua incapacità di prendere decisioni e di assumersi responsabilità, trovandosi ancora una volta nel ruolo di “adulta”.

La ribellione al copione dei genitori vi blocca comunque nelle sue coordinate. L’unico modo per rompere questo ciclo è la consapevolezza.

Dovete analizzare onestamente non i vostri partner, ma i vostri sentimenti ricorrenti nella relazione. Quale emozione vi ha accompagnato costantemente?

Ansia, senso di indegnità, bisogno di dimostrare il proprio valore? Questo è il segno della vostra ferita infantile, che state cercando di curare con le mani degli altri.

Il passo successivo consiste nell’esplorare il modello genitoriale senza rabbia e colpa. Come hanno mostrato amore i vostri genitori?

Come hanno risolto i conflitti? Come vi siete sentiti da bambini in questo sistema?

Questo vi aiuterà a separare i vostri veri bisogni dal copione inconscio imposto che scambiate per amore. Quando il modello viene riconosciuto, si acquista potere sulle proprie scelte.

Iniziate a notare il momento in cui siete attratti da una persona secondo uno schema vecchio e doloroso e potete dire consapevolmente “basta”. Questo vi dà la possibilità di costruire una relazione basata sulla completezza piuttosto che sul trauma, scegliendo qualcuno che vede e apprezza il vero voi, piuttosto che qualcuno che vi ricorda inconsciamente le vostre lezioni infantili più difficili.

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