Possiamo passare anni a imparare una professione, a padroneggiare lingue e hobby, ma in qualche modo siamo sicuri che l’arte di stare in coppia non abbia bisogno di essere imparata.
Ci ritroviamo in una relazione con un vocabolario emotivo di cinque frasi e ci chiediamo perché non riusciamo a trovare un accordo, secondo un corrispondente di .
Il vero capitale di una lunga relazione non è l’ardore dei sentimenti, ma un’intelligenza emotiva sviluppata, che permette di decifrare non solo le parole, ma anche il silenzio tra di esse. L’intelligenza emotiva (EQ) in amore è la capacità di riconoscere, nominare e gestire le proprie emozioni, nonché di leggere e rispondere con competenza ai sentimenti del partner.
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Non si tratta di leggere nel pensiero, ma di un’attenzione attiva e interessata al mondo interiore dell’altro. Mentre la passione è accecante, il QE aiuta a vedere la persona reale, con tutte le sue paure, gioie e contraddizioni.
Le coppie con un alto QE sanno come affrontare i conflitti in modo produttivo. Non urlano: “Non mi capisci!”, ma dicono: “Mi fa male quando fai così, perché mi sento poco importante”.
In questo modo si sposta il litigio da una recriminazione reciproca a una soluzione comune, in cui entrambi sono alleati contro un problema comune, non nemici. L’abilità chiave in questo caso è l’empatia, la capacità di mettersi nei panni dell’altro senza giudicare o consigliare.
Questo non significa essere d’accordo con tutto ciò che dice il vostro partner. Significa fargli sapere: “Vedo che stai soffrendo. I tuoi sentimenti hanno diritto di esistere, anche se non li condivido”. Questa accettazione crea un profondo senso di sicurezza che la passione non può comprare.
Sviluppare la QE si può e si deve fare. Iniziate da voi stessi: imparate a notare e a dare un nome alle vostre emozioni nel momento in cui le provate. Non “mi sento male”, ma “mi sento frustrato e impotente”.
Poi praticate l’ascolto attivo nel dialogo con il vostro partner: non interrompete, non preparate una risposta mentre lui o lei sta parlando, e poi ripetete con parole vostre ciò che avete sentito per verificare la comprensione. Una relazione emotivamente intelligente è un dialogo costante, non un monologo.
È una co-creazione di vocaboli, dove “stanco” può significare la necessità di venti minuti di silenzio e “sto bene” è un segnale per fare ulteriori domande. Non c’è mai un momento di noia in questa unione, perché l’oggetto più affascinante da esplorare è sempre a portata di mano: l’universo interiore della persona che si ama.
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