Carote per il cane: bocconcino sano o rischio? Tutta la verità sui bocconcini “sani”

La pubblicità e la moda dell’alimentazione sana hanno raggiunto la ciotola del cane: bastoncini di carota, fette di mela, bacche di goji sono presentati come bocconcini ideali e a basso contenuto calorico.

Un proprietario che dà al proprio animale domestico una carota da sgranocchiare si sente esemplarmente responsabile, ma raramente pensa che anche questo innocuo ortaggio può rappresentare un pericolo nascosto, soprattutto per alcuni cani, riporta .

La verità è che il corpo del cane non è una copia ridotta del nostro e il suo metabolismo gestisce in modo diverso gli alimenti vegetali. Il pericolo principale non sta nelle carote in sé, ma nella loro quantità e forma.

Un pezzo grosso e duro, soprattutto se ingoiato senza masticare, può causare un’ostruzione intestinale o, peggio ancora, l’aspirazione. Se un pezzo entra nella trachea durante il gioco o un’abbuffata frettolosa, i minuti possono essere contati.

Casi del genere nella pratica dei veterinari non sono rari, e il più delle volte le vittime sono coloro che hanno ricevuto un bocconcino “utile”. Una storia a parte: i cani con una predisposizione all’urolitiasi, ad esempio i dalmata o alcuni terrier.

Per loro, il ph dell’urina gioca un ruolo fondamentale. Le verdure che modificano l’acidità verso l’alcalinizzazione possono provocare la formazione di cristalli di struvite, ponendo le basi per futuri blocchi.

Quelle che per un cane sono vitamine, per un altro sono un passo verso il tavolo operatorio. Lo zucchero, anche quello naturale della frutta, è un’altra insidia.

Dare a un cane una pera o un’uva dolce (che, tra l’altro, è velenosa per loro) aumenta drasticamente i livelli di glucosio nel sangue. Per un cane sano, questo va bene, ma per un animale con diabete latente o pancreatite, uno spuntino del genere può essere il fattore scatenante di un’esacerbazione.

Anche l’obesità, a cui portano le calorie extra della frutta, non è stata cancellata. Le reazioni allergiche sono le più insidiose.

Un tempo pensavamo che i cani fossero allergici solo al pollo o al manzo, ma l’organismo può considerare estranee le proteine di una particolare pianta. Prurito, eruzioni cutanee, disturbi di stomaco dopo una carota o una zucchina non sono una fantasia, ma un caso clinico reale, difficile da diagnosticare proprio per la nostra fiducia nella loro “sicurezza”.

L’esperienza personale mi ha insegnato a leggere le etichette dei prodotti alimentari in cui la carota è elencata come componente. Spesso viene dopo lo zucchero e gli aromi e la sua percentuale è minima, ma il nome dà l’illusione di un beneficio.

È molto più giusto e sicuro dare al cane un pezzo di petto di pollo bollito o uno speciale bocconcino di polmone essiccato la cui composizione è prevedibile. Gli esperti di nutrizione concordano: la dieta migliore per un cane è un alimento commerciale bilanciato o una dieta naturale formulata con competenza da un nutrizionista veterinario.

Qualsiasi integratore, anche vegetale, deve essere somministrato consapevolmente, in micro dosi e dopo aver consultato un medico che conosca la storia sanitaria di quel particolare animale. Certamente molti cani masticano carote per anni senza conseguenze, e va bene così.

Ma la fede cieca nel “naturale e salutare” è un cattivo consiglio. Ogni cane è un laboratorio biochimico individuale con una propria storia di malattie, genetica e peculiarità.

E la nostra responsabilità non è quella di seguire le tendenze, ma di studiare questo laboratorio, rendendoci conto che anche le migliori intenzioni possono essere infrante da una semplice ma dura legge: ciò che è buono per gli esseri umani non è automaticamente buono per i cani.

E a volte il bocconcino più salutare si rivela essere non una bacca superfood alla moda, ma un pezzo di fegato familiare, noioso ma perfetto.

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