La sete sembra essere il meccanismo più semplice e comprensibile: il corpo chiede acqua, la persona beve.
Ma a volte questo segnale si trasforma in un bisogno compulsivo, inappagabile, e bicchiere dopo bicchiere non porta sollievo, riferisce il corrispondente di .
I medici chiamano questa condizione polidipsia e avvertono: una sete forte e costante, non legata al caldo, allo sport o a cibi salati, è un buon motivo per recarsi da un terapeuta. Si distingue tra sete vera e falsa.
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Quella vera si verifica quando c’è una vera e propria carenza di liquidi nell’organismo e il semplice risciacquo della bocca non la risolve. Quella falsa è causata dalla secchezza della mucosa orale dovuta alla respirazione con la bocca, allo stress o a lunghe conversazioni, e passa dopo qualche sorso d’acqua.
Una delle cause patologiche più comuni è il diabete mellito. Livelli elevati di glucosio nel sangue fanno sì che i reni lavorino di più, espellendo lo zucchero insieme a grandi quantità di liquidi.
Il corpo si disidrata e il cervello richiede costantemente nuova acqua, creando un circolo vizioso che porta la persona dal medico. Un’altra causa grave è il diabete non zuccherino, una condizione rara associata a un’alterata produzione o percezione dell’ormone vasopressina, responsabile della ritenzione idrica nell’organismo.
I reni perdono la capacità di concentrare l’urina, il che comporta un’enorme perdita di liquidi e una sete inestinguibile. I problemi renali (pielonefrite, insufficienza renale) influiscono direttamente sull’equilibrio acqua-sale.
La violazione della loro funzione impedisce all’organismo di trattenere e ridistribuire correttamente l’acqua, il che può manifestarsi, tra l’altro, in un costante desiderio di bere. L’elenco delle possibili cause va dall’anemia e dalle malattie della tiroide alle emorragie interne nascoste o addirittura ai tumori dell’ipotalamo, la parte del cervello che regola la sensazione di sete.
Ecco perché l’autodiagnosi è particolarmente pericolosa in questo caso. I medici sottolineano che è necessario prestare attenzione non solo alla sete in sé, ma anche ai sintomi che la accompagnano.Un improvviso cambiamento di peso, minzione frequente, pelle secca, debolezza, gonfiore: tutti questi dettagli aiuteranno lo specialista a identificare rapidamente la radice del problema. Se la sete è improvvisa e persiste per più di uno o due giorni senza ragioni evidenti, è meglio non rimandare.
Il primo passo è una visita dal medico di base che, in base alla visita, all’analisi dei disturbi e alle indagini di base (esami del sangue e delle urine), stabilirà la strada da seguire: endocrinologo, nefrologo o altro specialista. L’acqua è vita, ma una sete anormale e incontenibile può essere il grido d’aiuto del corpo che, se si cerca di soffocare bevendo all’infinito, è come cercare di tirare fuori una barca con una falla.
Il tempestivo invio di un medico può aiutare a trovare e riparare questa falla, riportando sia la sete che l’acqua al loro ruolo naturale e fisiologico.
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