Il controllo sembra essere la manifestazione della cura più profonda: “Mi interessa così tanto, quindi devo sapere tutto”.
Ma un giorno questa eccitazione si trasforma in una gabbia invisibile dove il partner non ha spazio per respirare e ogni passo verso la porta viene percepito come un tradimento, riferisce un corrispondente di .
Questo veleno sottile, che viene spacciato come cura per la sfiducia, sta lentamente ma inesorabilmente uccidendo tutto ciò che è vivo in una relazione. La vera cura si basa sulla fiducia e sul rispetto della libertà dell’altro, mentre il controllo nasce dalla paura e dalla profonda insicurezza.
Pixabay
Il primo mette le ali, il secondo costruisce muri che alla fine cominciano a sembrare l’unica realtà possibile. Il comportamento di controllo raramente inizia con scandali eclatanti.
Più spesso arriva in sordina, sotto la maschera della partecipazione: “Lascia che ti risolva questo problema”, “Questa tua amica non mi piace, ha una cattiva influenza su di te”. A poco a poco, la cerchia di comunicazione del vostro partner si restringe, le sue decisioni indipendenti vengono messe in discussione e si ritrova in isolamento, dove voi diventate l’unica fonte di verità “corrette”.
Gli psicologi notano che le radici di questo comportamento affondano quasi sempre in esperienze traumatiche passate: la propria infedeltà, il tradimento o i traumi infantili del rifiuto. Il controllo è un tentativo della persona ferita di proteggersi dal dolore ripetuto, ma il modo che sceglie è distruttivo: cerca di guarire se stesso a spese dell’altro, privandolo della sua volontà e del diritto di sbagliare.
Un chiaro segno della transizione del tratto è il desiderio di controllare i più piccoli aspetti della vita del partner. La sua dieta, il guardaroba, l’ora di andare a letto, il modo di piegare gli asciugamani: tutto deve essere conforme alle vostre regole interne.
Qualsiasi deviazione non viene percepita come una scelta personale, ma come una sfida alla vostra autorità e un motivo di conflitto. Le forme di controllo mascherate da generosità e sacrificio sono particolarmente insidiose.
Regali costosi, pagamento di debiti, iperprotezione: dietro a tutto questo potrebbe non esserci amore disinteressato, ma l’aspettativa di “restituzione” e la coltivazione del senso di colpa. Il partner inizia a sentirsi come un eterno debitore, in debito per questa “gentilezza” con un’obbedienza indiscussa.
A volte il controllo assume la forma dell’iper-responsabilizzazione, quando un partner, più spesso una donna, assume letteralmente la posizione di genitore, assumendosi la responsabilità della vita, delle azioni e persino degli errori dell’altro. Questo crea l’illusione dell’ordine, ma uccide le relazioni adulte e paritarie, trasformandole in un legame tra un tutore e un pupillo indifeso.
Sembra che tale controllo vincoli il partner intenzionalmente, ma in realtà funziona esattamente al contrario. Privata della libertà, la persona o crolla, perdendo la propria identità, o inizia a resistere, prima segretamente e poi apertamente.L’amore, mescolato alla paura e alle inibizioni, si trasforma in odio silenzioso e nascosto o in apatia. L’unico modo per rompere questo circolo vizioso è rendersi conto che la via per la sicurezza non è controllare l’altro, ma lavorare con le proprie paure e i propri traumi.
Vale la pena chiedersi: di cosa ho veramente paura quando pretendo la piena responsabilità di ogni passo? Spesso dietro non c’è l’amore per il partner, ma il terrore della solitudine, del tradimento o del sentirsi insignificanti.
Dovete iniziare con poco: imparate a fidarvi. Non controllate il telefono, non chiedete rapporti di messaggeria istantanea, permettete al vostro partner di avere incontri privati e hobby senza il vostro coinvolgimento.
All’inizio questo causerà molta ansia, ma è così che si allena il muscolo della fiducia. Se non riuscite a farcela da soli, non dovete avere paura di consultare uno psicologo.
Controllo – spesso è un sintomo di problemi più profondi, e lo specialista aiuterà ad andare alla radice, insegnando a costruire relazioni diverse, basate non sulla paura, ma sul rispetto reciproco e sulla libertà. Una relazione sana è un contratto tra due persone libere, non un patto di resa di una alla volontà dell’altra.
C’è spazio per l’intimità, lo spazio personale e il diritto a segreti che non sono tradimenti ma semplicemente parte del mondo interiore di una persona. L’amore può respirare solo dove c’è aria di libertà.
Leggi anche
- Cosa si nasconde dietro le offese reciproche: quando entrambi si sentono usati ma parlano lingue diverse
- Come uscire dalla gabbia della dipendenza affettiva: perché il vostro partner non è la fonte della felicità, ma il suo complice

