Cucinare la marmellata sembra essere un’arte conservatrice, dove la deviazione dal canone promette solo delusioni.
Ma un esperimento apparentemente assurdo può stravolgere la vostra idea di dessert ai frutti di bosco, come riferisce la corrispondente di .
Provate a sostituire parte dell’acqua della ricetta con della normale acqua minerale fortemente gassata. Gli acidi e l’anidride carbonica disciolti nell’acqua minerale funzionano come un leggero stabilizzatore naturale.
Impediscono che i frutti di bosco, soprattutto quelli delicati come i lamponi o le fragole, si disperdano in una massa informe durante la cottura. I frutti rimangono interi e sodi, come se fossero stati appena colti dal cespuglio, il che è già di per sé uno spettacolo affascinante.
Il miracolo principale avviene con lo sciroppo. Grazie alla particolare mineralizzazione e acidità, il liquido non diventa torbido, ma rimane cristallino, come un ruscello di montagna.
In un ambiente del genere, lo zucchero caramella in modo diverso, creando non un dolce zuccherino, ma un sottofondo più leggero ed equilibrato, che non annega, ma enfatizza il sapore naturale della bacca. Questa marmellata deve essere cotta a fuoco molto basso, quasi senza bollire, e necessariamente in una ciotola larga, in modo che l’evaporazione sia più rapida.
La Mineralka accelera il processo di gelificazione, quindi il tempo di cottura può essere ridotto. L’ultimo accordo è quello di aggiungere un cucchiaio di succo di limone o di brandy alla marmellata quasi pronta per una maggiore brillantezza.
Il risultato supera ogni aspettativa: frutti di bosco, come racchiusi in una resina trasparente e ambrata, e sciroppo, buono anche da solo, con gelato o ricotta. Non si tratta di una semplice marmellata, ma quasi di un gioiello, a dimostrazione che anche nel settore più familiare c’è spazio per una sperimentazione audace ma giustificata.
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