Cosa si nasconde dietro la frase “siamo solo diversi”: quando la mancata corrispondenza dei temperamenti diventa una comoda scusa

Lui la accusa di essere eccessivamente emotiva, lei di essere freddamente calcolatrice.

Questa eterna disputa tra estroversi e introversi, tra fiamma e ghiaccio, si riduce spesso a una conclusione semplice e apparentemente logica: siamo troppo diversi, non si può rimediare, riferisce il corrispondente di .

Ma dietro questa comoda formulazione può nascondersi un’incompatibilità non fatale, e la banale riluttanza a imparare il linguaggio di un altro temperamento, la pigrizia di far entrare nel proprio universo qualcuno che pensa e sente in modo diverso. Gli psicologi sostengono che non è la differenza in sé a creare problemi, ma la rigidità – l’incapacità o la non volontà di andare oltre i propri schemi comportamentali.

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Un estroverso che ha bisogno di una costante e rumorosa socializzazione e un introverso che ha bisogno di silenzio per ricaricarsi possono completarsi perfettamente se riconoscono il diritto a queste esigenze come un dato di fatto, piuttosto che come una lamentela personale. Il conflitto nasce quando uno comincia a percepire i bisogni naturali dell’altro come un attacco al proprio stile di vita.

Spesso dietro la denuncia della “differenza” si nasconde la paura della vera intimità, che richiede di incontrare l’ignoto in se stessi attraverso l’altro. È molto più sicuro dire “è troppo calmo” che ammettere “ho paura che la mia tempesta di sentimenti non lo tocchi e questo mi fa dubitare del loro valore”.

La differenza diventa uno scudo per allontanare le proprie vulnerabilità che il partner inavvertitamente espone. In una coppia sana, le differenze funzionano come un sistema di controlli ed equilibri.

L’impulsività di uno è bilanciata dalla cautela dell’altro, il sogno trova un appiglio nella praticità. Il problema inizia non quando queste qualità sono presenti, ma quando competono per il titolo di modo “giusto” di vivere.

Una guerra in cui la vittoria di una significa inevitabilmente la sconfitta di entrambe. Gli esperti di comunicazione consigliano di spostare la conversazione da categorie valutative (“sei troppo lento”) a conseguenze e sentimenti concreti.

Invece di un’accusa, si può dire: “Quando impieghi molto tempo a riflettere su una decisione, mi innervosisco e sento che sto perdendo il controllo della situazione. Per me è importante capire il tuo processo”. Non si tratta di un attacco, ma di un invito al dialogo sul funzionamento del vostro mondo interiore.

Un’abilità fondamentale per una coppia di questo tipo è quella di creare “zone cuscinetto” in cui le differenze non si scontrano ma coesistono. Ognuno dovrebbe avere il diritto al proprio modo di riposare, di prendere decisioni, di esprimere l’amore. Non si tratta di un allontanamento, ma della creazione di uno spazio sicuro dove poter essere se stessi senza paura di essere giudicati, per ritornare nel campo comune della relazione con rinnovato vigore.

A volte l’apparente incompatibilità nasconde una banale incapacità di negoziare, mascherata da un profondo problema esistenziale. Prima di mettere una croce sulla relazione, vale la pena di verificare: avete cercato di elaborare regole di gioco comuni o vi siete arresi subito, avendo deciso di giocare a giochi diversi?

Un accordo è un ponte che si può costruire tra qualsiasi sponda se c’è il desiderio di arrivare dall’altra parte. In definitiva, “siamo diversi” non è una diagnosi, ma una descrizione della situazione di partenza.

Proprio come l’argilla e l’acqua sono sostanze diverse, ma nelle mani di un abile vasaio la loro unione dà vita a una forma forte e bella. Il vostro compito è quello di diventare un tale maestro per la vostra relazione, dove le differenze non saranno un difetto, ma un modello unico che rende la vostra relazione una e unica.

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