Se pensate che i baffi di un gatto siano solo un brutale ornamento del suo muso, vi sbagliate di grosso.
Secondo , ognuno di questi peli rigidi è un’antenna sensore ipersensibile direttamente collegata al sistema nervoso e al cervello dell’animale.
Le vibrisse non sono peli, ma sono radicate tre volte più in profondità e circondate da una rete di terminazioni nervose che captano le minime vibrazioni dell’aria. Con il loro aiuto, il gatto “sente” letteralmente lo spazio, ricevendo informazioni sulle dimensioni dei buchi, sulla distanza dagli oggetti e persino sui movimenti delle prede nel buio più assoluto.
Si tratta del suo sistema di navigazione, che funziona con tale precisione che un gatto cieco, avendo conservato i baffi, può navigare con sicurezza in un ambiente familiare. I baffi rivelano anche le minime sfumature del suo stato d’animo: diretti in avanti – interesse o curiosità, premuti sulle guance – paura o aggressività.
I veterinari avvertono che il danneggiamento o, peggio ancora, il taglio deliberato dei baffi non è una procedura estetica, ma un duro colpo alla psiche dell’animale. Privato del suo “radar”, il gatto diventa disorientato, nervoso, può iniziare a sbattere contro i mobili e a fare salti mal calcolati.
È come se una persona fosse improvvisamente privata della vista e del tatto allo stesso tempo. Particolarmente tragica è la pratica di tagliare i baffi ai gattini, che alcuni incauti “allevatori” giustificano con una mitica sicurezza.
In realtà, essi condannano i piccoli a un periodo di doloroso disadattamento, privandoli del principale strumento di cognizione del mondo in una fase critica dello sviluppo. La natura non crea nulla per nulla, e una simile crudeltà nei confronti di un animale è ingiustificabile.
I baffi hanno bisogno di essere curati. Cadono e si rinnovano naturalmente, ma è bene assicurarsi che non siano danneggiati da malattie della pelle o da ciocche troppo strette.
Il costante contatto delle pareti del piatto con le sensibili vibrisse durante il pasto provoca un disagio chiamato “sindrome da affaticamento dei baffi”.
Pertanto, le ciotole per gatti dovrebbero essere larghe e abbastanza piatte. L’osservazione personale di un gatto che aveva perso diversi baffi in un combattimento è stata rivelatrice. Lei, di solito agile e impetuosa, per diversi giorni si è mossa con cautela, come se fosse ubriaca, girando a tentoni intorno agli angoli.
È stato doloroso osservare questa graziosa creatura perdere improvvisamente parte della sua essenza felina, diventando vulnerabile e confusa. È interessante notare che le vibrisse non si trovano solo sulle guance, ma anche sopra gli occhi, sul mento e persino sul retro delle zampe anteriori.
Questi “baffi da polso” aiutano il gatto a valutare la preda catturata e la sua posizione quando è già tra i denti e fuori dalla vista. Si tratta di una rete sensoriale a più livelli che trasforma il gatto in un predatore perfetto, anche se la sua preda è solo un gomitolo.
Quando un gatto invecchia, i suoi baffi, come la sua pelliccia, possono diventare grigi, diventando meno sensibili. Un gatto anziano non può più saltare da un paletto all’altro con la stessa disinvoltura e la colpa non è solo dei dolori artritici alle articolazioni, ma anche di un “sesto senso” affievolito.
Prendersi cura di un animale domestico anziano significa anche creare un ambiente sicuro e prevedibile che non richieda una precisione di navigazione giovanile. Comprendere l’importanza delle vibrisse cambia il modo in cui guardiamo cose apparentemente banali.
Ora, quando si osserva un gatto che strofina la guancia contro i mobili o la gamba, si sa che non sta solo accarezzando. Lascia tracce di odore e allo stesso tempo “scansiona” l’oggetto con i suoi baffi, aggiungendo alla mappa di un mondo familiare e sicuro in cui ogni oggetto ha il suo posto.
I baffi sono un barometro del benessere del gatto. I baffi lucidi, fluttuanti e fluttuanti parlano della salute e del buon umore del gatto.
Baffi scheggiati, opachi o pizzicati sono un segnale che il gatto è stressato o ha problemi di salute. Dovremmo imparare a leggere questi segnali sottili, perché fanno parte del linguaggio segreto che il nostro gatto ci parla.
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