In autunno, quando il giorno si accorcia e l’umore cala inesorabilmente, la medicina più efficace può essere quella delle fusa in grembo.
Una ricerca conferma che una regolare socializzazione con i gatti può ridurre significativamente i livelli di stress e persino alleviare i sintomi della depressione, riporta .
Il calore di un corpo peloso, le vibrazioni ritmiche e il contatto tattile innescano la produzione di ossitocina, l’ormone dell’attaccamento e della calma. Gli scienziati hanno notato da tempo che i proprietari di gatti hanno meno probabilità di soffrire di malattie cardiovascolari e la loro pressione sanguigna è in media più bassa.
Il meccanismo è semplice: accarezzare un animale domestico rallenta il battito cardiaco, alleviando la tensione muscolare e distraendo dal circolo dei pensieri ansiosi. È una sorta di meditazione, in cui il ruolo della ciotola tibetana è svolto da un essere vivente e respirante.
Nel mondo di oggi, dove la comunicazione digitale spesso sostituisce quella dal vivo, il gatto diventa un’ancora della realtà. I suoi bisogni sono semplici e concreti – nutrirsi, coccolarsi, giocare – e ci riportano al qui e ora.
Questo interrompe l’interminabile dialogo interno e dà un senso di bisogno che spesso manca. L’esperienza personale di molti conferma che, dopo una dura giornata di lavoro, non c’è niente di meglio che seppellire il viso in una morbida pelliccia.
Il gatto non chiederà come sono andate le trattative, non darà consigli non richiesti: semplicemente accetterà il vostro stato, diventando un impacco vivo e caldo per un’anima stanca. Il suo sostegno silenzioso a volte è più prezioso di migliaia di parole di incoraggiamento.
È interessante notare che l’effetto funziona anche senza il possesso permanente dell’animale. Il contatto di breve durata con un gatto in visita o in un cat cafè ha un effetto simile, anche se meno duraturo, riducendo i livelli di cortisolo.
L’aspetto principale è la sincerità del momento e la volontà di abbandonarsi al contatto tattile. Gli esperti di psicologia sostengono che i rituali di toelettatura – dare da mangiare, giocare, spazzolare – strutturano la giornata e danno un senso di controllo.
Di fronte all’incertezza, questo diventa una potente risorsa per la psiche. Prendersi cura di un altro essere tira delicatamente fuori dagli abissi dell’autocondanna.
È anche importante che i gatti, a differenza dei cani, non richiedano attività attive come camminare sotto la pioggia. La loro terapia è passiva e disponibile anche nei momenti di completo esaurimento, quando qualsiasi movimento è difficile.
Vengono a posarsi sul punto più dolente, letteralmente e metaforicamente. Da un punto di vista scientifico, le fusa non sono solo un simbolo di benessere, ma vibrazioni sonore con una frequenza compresa tra 25 e 150 Hz.
Si ritiene che una tale gamma possa promuovere la rigenerazione dei tessuti e ridurre la sensazione di dolore sia nell’animale stesso che nella persona che gli sta accanto. Si scopre che il gatto non solo calma l’anima, ma guarisce anche il corpo a livello fisico.
I felinologi ricordano che la fiducia reciproca è importante per ottenere l’effetto. Un animale spaventato o stressato non sarà in grado di condividere la pace: la sua energia caricherà l’ansia.
La chiave dei benefici antidepressivi risiede quindi in un rapporto armonioso e rispettoso con il proprio animale domestico. In definitiva, il gatto offre una forma unica di psicoterapia silenziosa, comprovata da centinaia di anni di co-evoluzione.
Non contraddice le terapie moderne, ma ne diventa un complemento dolce e naturale. Questa è la sua principale magia: la capacità di guarire semplicemente essendo ciò che è.
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