Che si tratti di un amore appassionato per il ciclismo, di giocare al computer per ore e ore, di collezionare vecchi dischi in vinile o di un’improvvisa passione per lo yoga, ciò che rende felice un partner spesso provoca nell’altro un fastidio silenzioso o una forte protesta.
Raramente dietro c’è solo gelosia o noia; più spesso si tratta di uno scontro tra due sistemi di valori e di una dolorosa domanda sul posto dell'”io” nel sistema del “noi”, riferisce un corrispondente di .
Il vostro partner potrebbe non essere arrabbiato per la bicicletta, ma per il senso di esclusione e di solitudine che deriva dall’essere persi sui sentieri per ore e ore. La vostra passione diventa la prova vivente che al mondo c’è qualcosa di importante quanto lui, e per la fragile autostima di qualcun altro questo potrebbe equivalere a un tradimento.
Pixabay
È una prova di forza: il suo amore resisterà al fatto che sei una persona separata? A volte l’irritazione maschera una banale gelosia.
Il vostro partner potrebbe aver sognato un hobby audace, ma non ha trovato il coraggio o le risorse, e ora la vostra realizzazione gli ricorda dolorosamente i suoi sogni non realizzati. La vostra attività diventa uno specchio in cui lui si sente a disagio nel vedere la sua passività o la sua paura.
Una relazione sana non richiede di sacrificare i propri hobby, ma di integrarli con competenza in uno spazio condiviso. È una questione di equilibrio: avete tutti i diritti di avere le vostre tre ore in officina, ma dovreste altrettanto onestamente destinare tre ore a una gita comune al cinema o a una semplice conversazione in cucina.
Il problema non nasce quando arriva un hobby, ma quando questo esclude completamente il partner dal vostro campo emotivo. Il consiglio dell’esperto è paradossale: perché un hobby non sia divisivo, a volte deve essere condiviso.
Il vostro partner non deve necessariamente salire sulla bicicletta, ma potete mostrargli il percorso più bello sulla mappa, condividere i trionfi delle salite che avete superato o semplicemente chiedergli di darvi un passaggio fino alla partenza. In questo modo diventa parte del vostro processo, anche se in un ruolo secondario, piuttosto che uno spettatore respinto.
Anche la situazione inversa richiede attenzione: se il vostro partner vi chiede con veemenza di lasciar perdere le “sciocchezze”, vale la pena di chiedersi: cosa c’è dietro questa richiesta per lui? È paura?
Insicurezza? Desiderio di controllo totale?
Rinunciare a se stessi per la tranquillità dell’altro è una vittoria di Pirro che prima o poi si trasformerà in odio o depressione. Lo scenario ideale è quello in cui una coppia ha sia hobby comuni che separati.
Quelli condivisi creano un terreno comune e ricordi, quelli separati forniscono un afflusso di energia fresca e argomenti di conversazione. Si torna dal viaggio non più come prima, ma un po’ rinfrancati, e si ha qualcosa da raccontare alla persona che ci aspettava a terra.
In definitiva, essere tolleranti e persino favorevoli agli hobby del partner è la forma più alta di fiducia. È il messaggio: “Ti amo non solo perché fai parte della nostra coppia, ma anche perché sei una persona interessante ed entusiasta di per sé”.
Un amore di questo tipo non limita ma espande il mondo di entrambi, rendendo il legame non una gabbia ma un porto sicuro da cui partire per intraprendere coraggiosamente viaggi personali.
Leggi anche
- Perché ripartire da zero dopo i quarant’anni: perché le seconde relazioni sono spesso più consapevoli delle prime
- Cosa fare se parlate lingue finanziarie diverse: come il denaro diventa il protagonista del dramma familiare

