Il desiderio sincero di aiutare il partner: cosa c’è di più bello in una relazione?
Tuttavia, questa nobile motivazione può impercettibilmente trasformarsi in un controllo totale, quando non si aiuta tanto quanto si impone la propria visione della vita “giusta”, riferisce il corrispondente di .
Il confine è così labile che viene superato senza nemmeno accorgersene. Tutto inizia in piccolo: “Lascia fare a me, lo farai meglio tu” o “Sono solo preoccupato, quindi è meglio che ti chiami io stesso per chiarire tutto”.
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A poco a poco, l’iniziativa di una persona sostituisce completamente la volontà dell’altra, che inizia a sentirsi come un bambino indifeso, incapace di compiere le azioni più semplici senza supervisione e istruzioni. Il controllore crede sinceramente di agire per amore e per buoni motivi.
Si assume l’onere della responsabilità per la felicità, il benessere e persino gli errori del partner, mentre prova un’ansia cronica se le cose non vanno secondo il suo copione. Questo non è amore, ma una forma di profonda insicurezza e sfiducia nel mondo e nelle capacità della persona amata.
La vittima di questo controllo, a sua volta, perde la fiducia nelle proprie capacità. Perché imparare qualcosa, prendere decisioni, se c’è sempre qualcuno che lo farà “più velocemente e più correttamente”?
Si sviluppa un’impotenza appresa, e poi una resistenza silenziosa o un’aggressione come ultimo tentativo di difendere la propria identità. Gli psicologi offrono una semplice lista di controllo per verificare le proprie motivazioni.
Chiedetevi: lo sto facendo PER il mio partner o CON lui/lei? Sono disposto ad accettare che lo faccia in modo diverso, magari peggiore dal mio punto di vista, ma da solo? E soprattutto, gli permetto di subire le conseguenze delle sue azioni e di imparare da esse?
Il caring sano rispetta l’autonomia dell’altro. Suona come: “Vedo che stai passando un momento difficile. Sono qui per te se vuoi aiuto o consigli. Ma ho fiducia che riuscirai a superarlo.Si tratta di una posizione di sostegno, non di guida. Si tratta di riconoscere il partner come un adulto, una persona competente, anche se temporaneamente in stato di torpore. La rinuncia all’ipercontrollo è un processo doloroso per chi ha il controllo.
Dovrete affrontare la vostra ansia, permettere al vostro partner di commettere errori e di andare fuori strada, guardarlo mentre sceglie la strada sbagliata dal vostro punto di vista. Ma questo è l’unico modo per creare una relazione reale e adulta tra due persone indipendenti, non una relazione tra una tata perenne e il suo pupillo.
In definitiva, la vera intimità è possibile solo tra persone libere. Il controllo è un’illusione di sicurezza, che in realtà distrugge la fiducia e la personalità del partner.
Amare significa a volte guardare con stupore e rispetto dall’esterno la persona che si ama costruire la propria vita, sicuri che potrà sempre chiedere la vostra mano se inciampa.
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