Da dove nasce la gelosia: quando l’insicurezza si maschera da ansia relazionale

La gelosia spesso indossa la maschera dell’amore, custodendo gelosamente i propri confini.

Ma se si guarda da vicino, sotto la maschera si può vedere un volto molto diverso, distorto dalla paura, dall’insicurezza e da una profonda ansia interiore, come riferisce il corrispondente di .

Non si tratta di una manifestazione di forti sentimenti per il partner, ma di un disperato tentativo di controllare il mondo esterno per soffocare la tempesta interiore. Le radici di questo sentimento affondano quasi sempre in esperienze infantili di abbandono, esplicito o immaginario.

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Forse l’amore dei genitori era condizionato, doveva essere guadagnato, e ora un adulto crede inconsciamente che anche l’amore del partner debba essere costantemente “trattenuto”, in competizione per l’attenzione con il mondo intero. Il meccanismo è semplice: il cervello, traumatizzato dall’esperienza della perdita, proietta i vecchi scenari sulle relazioni attuali.

Scansiona costantemente l’ambiente alla ricerca di minacce, trovandole anche dove non esistono: in un sorriso a un collega, in un like sotto una foto altrui, in un ritardo di quindici minuti. Ogni piccola cosa viene interpretata come un presagio di disastro.

Paradossalmente, il comportamento geloso volto a mantenere il partner produce l’effetto esattamente opposto. Il controllo costante, le domande e i sospetti distruggono la base principale dell’intimità: la fiducia.

Il terreno della sicurezza viene meno e la relazione diventa una prigione per entrambi. Gli esperti sottolineano che la gelosia è sempre un problema della persona gelosa, non dell’oggetto della gelosia.

Spostare la responsabilità, chiedendo al partner di “non dare ragioni”, è una strada senza uscita. Porta solo a regole più rigide e alla completa soppressione della libertà, che non risolve il conflitto interiore.

Non bisogna lavorare sul comportamento del partner, ma sulla propria autostima e sui propri traumi. Le domande da porsi sono difficili: “Perché mi considero indegno dell’amore incondizionato?

Cosa c’è in me che mi fa credere che potrei essere scambiato così facilmente con qualcun altro?”. Si tratta di un percorso difficile, che spesso richiede l’aiuto di uno psicologo.

È necessario ricostruire il sostegno interiore, imparare a valere per se stessi, smettere di cercare conferma della propria importanza solo negli occhi di un’altra persona. Solo riempiendo il proprio vaso si può smettere di farsi prendere dal panico che qualcuno ci porti via la nostra fonte di idratazione.

Una relazione sana è possibile solo tra due persone integre che hanno scelto di stare insieme, non fuse insieme per paura della solitudine. La gelosia, privata delle sue basi tossiche, può trasformarsi in una sana consapevolezza del valore del partner, ma senza il panico e il desiderio di incatenarlo.

La libertà di un altro cessa di essere una minaccia quando voi stessi vi sentite liberi e appagati. Potete lasciarlo andare nel mondo sapendo che tornerà non a causa delle vostre inibizioni, ma per sua scelta volontaria. E questa scelta è la differenza tra l’ossessione e l’amore.

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