Raramente pensiamo al fatto che il nostro linguaggio nelle relazioni non è solo un modo per scambiare informazioni, ma letteralmente uno strumento per costruire un mondo condiviso.
Ogni frase, da quella lanciata nel cuore a quella pronunciata in un sussurro prima di andare a letto, pone un mattone di fiducia o lo fa cadere dal muro, riferisce il corrispondente di .
La lingua parlata in una coppia diventa la sua vera atmosfera, che deve essere respirata ogni giorno. Si noti la differenza tra “messaggi a te” e “messaggi a me”.
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La frase “Mi dai fastidio” è un’accusa che mette il partner sulla difensiva. “Mi sento infastidito quando si verificano queste situazioni” è una descrizione sincera della propria condizione che lascia spazio al dialogo.
La prima opzione costruisce una barricata, la seconda un ponte. Una categoria a parte è costituita dalle parole-etichetta e dalle generalizzazioni: “sei sempre”, “non sei mai”, “sei come tua madre”.
Esse uccidono la speranza di cambiamento congelando la persona in un ruolo sgradevole. Quando si sentono queste parole, il partner accetta internamente l’etichetta o inizia a conformarsi violentemente ad essa, solo per giustificare l’opinione che si ha di lui.
È così che la profezia si realizza. Non solo le parole del conflitto, ma anche quelle della vita quotidiana hanno un potere enorme.
Un “ciao” e un “come stai?” automatici, detti senza distogliere lo sguardo dallo schermo, formano uno sfondo di indifferenza. Mentre un complimento consapevole, un ringraziamento specifico (“grazie per aver lavato i piatti, oggi è stato difficile per me”) o una domanda con un interesse genuino creano un microclima di apprezzamento e visibilità.
Gli esperti consigliano di introdurre un “vocabolario del futuro”. Invece di enunciare i problemi (“non abbiamo passione”), provate a parlare di ciò che desiderate in modo positivo, come qualcosa di possibile: “pensiamo a come aggiungere più leggerezza e novità alla nostra vita”.
Questo linguaggio non è accusatorio, ma invita alla co-creazione. Il linguaggio del corpo e l’intonazione spesso parlano più delle parole.
Le spalle abbracciate sul divano mentre si guarda un film, un sospiro pieno di stanchezza piuttosto che di irritazione: anche questi sono messaggi. È importante imparare a decifrarli e a dar loro voce: “Mi sembra che tu sia un po’ distante oggi, vuoi parlarne?” invece di ribollire in silenzio.
Vale la pena di evitare i modelli di linguaggio tossico della famiglia dei genitori, anche se sembrano essere la norma. Se da bambini avete sentito il sarcasmo come forma di comunicazione, c’è il rischio che lo portiate anche nella vostra relazione, non capendo perché il vostro partner sia ferito.
Dovete coltivare consapevolmente un nuovo e sano linguaggio dell’intimità, che sarà la vostra unica invenzione. Alla fine, una relazione è anche una narrazione condivisa, una storia che raccontate all’altro e a voi stessi.
Se questa storia è piena di risentimento, profezie di fallimento e recriminazioni reciproche, quella sarà la vostra realtà. Ma se scegliete il linguaggio del rispetto, della curiosità e della fiducia nel meglio, state letteralmente costruendo con le parole un mondo in cui volete rimanere a lungo.
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