Quando la passeggiata diventa un’ancora: come il rituale salva non solo il cane ma anche il padrone

Ci si alza alle sei del mattino non perché ci si è strappati alla forza di volontà, ma perché un paio di occhi impazienti ci osservano e la coda batte sul pavimento al chiaro ritmo di “è ora di andare, è ora di andare, è ora di andare”.

Una passeggiata con il cane è forse il rituale di vita più sano e discreto che la natura abbia mai inventato per gli esseri umani, riporta .

Ci fa alzare dal letto anche in un lunedì deprimente e ci porta all’aria aperta quando le nostre anime chiedono solo una coperta e il buio. Le ricerche sono unanimi: i proprietari di cani sono, in media, molto più attivi di coloro che non hanno animali domestici.

Il cane diventa un motivatore esterno e implacabile che non accetta scuse per il maltempo o la stanchezza. Questa responsabilità verso un altro essere vivente struttura la giornata, crea i punti di ancoraggio attorno ai quali si costruisce tutto il resto.

Il caos si allontana prima che si senta il bisogno di aprire la porta e uscire. Ma i benefici non sono solo nei chilometri di passi.

Il processo stesso di osservare un cane che è sfrenatamente felice per le cose semplici – l’odore della terra, l’opportunità di correre, l’incontro con un compagno – ha un potente effetto psicoterapeutico. Si inizia a guardare il mondo attraverso i suoi occhi, notando la bellezza della luce del mattino sull’erba o la forma stravagante di una nuvola. Questa è la gioia pura e infantile che ci manca tanto.

Una passeggiata diventa un momento di disintossicazione digitale. La mano è attratta dal telefono, ma è necessario tenere d’occhio l’animale, il suo comportamento, l’ambiente circostante.

Quella mezz’ora o un’ora è una pausa forzata dallo scorrimento infinito e dalle notifiche in arrivo. Il vostro cervello si sta finalmente riposando, passando a esperienze semplici, tattili e olfattive.

Per molti è anche l’unica occasione per socializzare in modo semplice e spontaneo. Parlare con altri proprietari di cani alla panchina è una socialità speciale e non impegnativa.

Si può discutere del tempo, delle abitudini degli animali domestici, condividere storie divertenti senza immergersi nelle profondità della propria vita personale. È un contatto sociale facile ma importante, un cuscinetto contro la solitudine totale.

In definitiva, camminare regolarmente non forma solo un programma, ma un’intera filosofia di vita – più misurata, attenta ai dettagli e connessa ai cicli della natura. Si inizia a notare il cambiamento delle stagioni non in base al calendario, ma in base a come cambiano gli odori nel parco, a quali uccelli arrivano, a come il cane corre in modo diverso tra le foglie d’autunno e la prima neve.

Quindi, quando uscite per una passeggiata al mattino, ricordate: non lo state facendo solo per il vostro cane. Lo fate anche per voi stessi. State riempiendo la vostra giornata di movimento, luce, un dialogo silenzioso con qualcuno che vi ama incondizionatamente e le semplici meraviglie del mondo che sono sempre state lì, ma che abbiamo perso di vista senza la nostra guida pelosa.

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