Perché una passeggiata invernale con il proprio cane non è un’impresa, ma un’arte: giocare sul filo del comfort e del rischio

State andando a fare una passeggiata come una spedizione artica: scarpe a zampa, tuta, sguardi nervosi al termometro.

Abbiamo trasformato un processo naturale in un calvario pre-programmando noi stessi alla paura, riferisce un corrispondente di .

Per molti cani, invece, la neve e il gelo non sono un nemico, ma un elemento gradito, pieno di scoperte sensoriali, dove possono scavare, annusare e rotolarsi. La nostra ansia per loro è spesso in contrasto con la loro gioia innata.

Il vero pericolo non sta nel freddo in sé, ma nella nostra disattenzione. Il freddo eccessivo non si manifesta in cinque minuti, ma ha segni evidenti: brividi, letargia, pallore delle mucose e respirazione superficiale.

Mentre il cane si muove attivamente ed esplora con interesse i cumuli di neve, il suo corpo riesce a generare calore. Il problema inizia dove ci fermiamo noi: sul vialetto di casa, mentre chiacchieriamo con un vicino e l’animale si blocca in posizione statica.

Il principale sabotatore invernale non è la neve, ma la chimica. Le sostanze chimiche utilizzate per i marciapiedi corrodono la pelle delicata dei cuscinetti delle zampe, causando irritazioni, crepe e ustioni chimiche.

Al ritorno a casa, i cani iniziano istintivamente a leccarsi le zampe, ingerendo una miscela tossica di sale, sabbia e composti oscuri. Si tratta di una via diretta all’avvelenamento, con sintomi quali vomito, letargia e rifiuto di mangiare.

Le scarpe sembrano una soluzione logica, ma creano un nuovo problema: la perdita di trazione. Sul ghiaccio, un cane con gli stivali diventa un maldestro ondeggiatore, le sue zampe scivolano e le sue articolazioni assumono una posizione innaturale, moltiplicando il rischio di distorsioni e stiramenti.

È molto più sicuro trattare le zampe con cera protettiva o gel di silicone e lavarle accuratamente con acqua calda dopo la passeggiata. Le orecchie sono una storia a parte.

I cani, soprattutto quelli attivi, amano rotolare nei cumuli di neve e la neve si deposita nel condotto uditivo. L’umidità e il freddo creano l’ambiente perfetto per l’otite media, che si riconosce dall’inclinazione della testa, dallo scuotimento e dalla reazione dolorosa al contatto con la base dell’orecchio.

La prevenzione è semplice: dopo aver giocato con la neve, è necessario tamponare delicatamente il timpano con un panno asciutto. Il cibo è un carburante, ma non tutti i carburanti.

Il mito che tutti i cani debbano aumentare le calorie in inverno porta all’obesità negli animali da appartamento. Solo quelli che vivono all’aperto o che trascorrono ore al freddo lavorando attivamente hanno bisogno di energia extra.

Per il resto di noi, una porzione o un pezzo di grasso in più rischia solo di far aumentare il peso e di affaticare le articolazioni e il cuore. Perciò, camminare d’inverno non significa seguire ciecamente le paure, ma trovare un equilibrio consapevole.

Permettete al vostro cane di essere un cane: di scavare il naso nella neve, di rotolarsi sulla schiena e di catturare i fiocchi di neve. Il vostro compito non è quello di proibirlo, ma di controllare il tempo, monitorare le condizioni di zampe e orecchie e tornare al calore di un letto caldo e a un tranquillo pisolino serale.

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