Perché paghiamo in silenzio: il costo nascosto delle lamentele non espresse nelle coppie

Il risentimento è una strana moneta che accumuliamo per anni senza cercare di incassare.

Lo accatastiamo con cura in un angolo buio dell’anima, tenendo un conto muto, credendo che il fatto stesso della nostra pazienza sarà un giorno apprezzato, riferisce il corrispondente di .

Ma il partner, ahimè, non possiede il dono della lettura della mente. Questa silenziosa contabilità distrugge il legame dall’interno, trasformando il contatto emotivo in un campo di battaglia in cui uno sta conducendo le ostilità da molto tempo e l’altro non sa nemmeno che la guerra è iniziata.

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L’offesa silenziosa è sempre alla ricerca di uno sfogo e lo trova nell’aggressività passiva, nella freddezza o nell’esplosione improvvisa in un’occasione assolutamente insignificante. Gli psicologi chiamano questo fenomeno “raccolta di prove”.

Invece di risolvere la situazione qui e ora, la persona raccoglie le prove di un cattivo atteggiamento per poter presentare un’accusa in futuro. È come prepararsi a un processo in cui si è sia la vittima, sia il pubblico ministero, sia l’archivista segreto.

Il problema è che quando arriva il “rinvio a giudizio”, il peso accumulato è già troppo grande. Si scarica sul partner un mucchio di vecchie lamentele, a partire dalla spazzatura non raccolta nel 2018, e lui o lei semplicemente non capisce perché oggi ci sia così tanto calore per i calzini piegati male.

Il dialogo sta diventando impossibile. Gli esperti insistono: il rancore ha una data di scadenza. Vale la pena discutere di ciò che è accaduto di recente, in una situazione specifica.

La frase “hai sempre” dovrebbe essere sostituita con “oggi, quando tu…, mi sono sentito…”. Questo non garantisce l’accordo, ma apre la porta alla negoziazione piuttosto che al ritorno al passato.

Molte persone hanno paura di parlare subito per timore di sembrare esigenti o di provocare un conflitto. Ma un piccolo, tempestivo e vivace conflitto è sempre meglio di anni di silenziosa guerra di logoramento.

È come curare subito una carie, piuttosto che sopportarla mentre il dente si sgretola. Essere in grado di notare e dare voce con delicatezza al disagio quando si presenta è un’abilità di alta igiene emotiva.

Richiede il coraggio di essere vulnerabili e di dire: “Sai, questo mi ha colpito. Parliamone?” invece di sbattere le porte con sfida.

Le relazioni che non lasciano spazio a questo tipo di “tasse silenziose” sono sorprendentemente facili. In esse non si deve attraversare un campo minato di vecchi rancori, ma si può semplicemente camminare fianco a fianco, risolvendo i problemi man mano che si presentano. E questo vale molto.

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