L’innamoramento ti fa perdere la testa.
Ti stordisce, ti acceca, ti fa battere il cuore e ti fa desiderare, come riporta .
Questa condizione è un grande imbroglione che dipinge abilmente affreschi di un futuro condiviso sulle nude pareti della realtà. L’amore, invece, spesso arriva in sordina, già dopo che la nebbia si è diradata.
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Il primo vive nella parte del cervello responsabile del sistema di ricompensa e lavora sulla dopamina, l’ormone dell’attesa e della sete di possesso. Per questo motivo l’oggetto della passione sembra essere l’unica fonte di felicità e la sua assenza è fisicamente dolorosa.
L’amore si basa su altre aree associate all’attaccamento, alla cura e alla calma euforia, dove i principali neurotrasmettitori sono l’ossitocina e la vasopressina. L’amore ama idealizzare.
Nota solo ciò che rientra in una bella leggenda e ignora con veemenza i tratti caratteriali o i valori scomodi del partner. L’amore inizia proprio riconoscendo con sobrietà, a volte anche con spavento, le imperfezioni dell’altro.
E non si ritira di fronte a questa consapevolezza. La passione richiede un costante nutrimento con attributi esterni: confessioni appassionate, riconciliazioni burrascose, prove in pubblico.
Il vero amore è alimentato dalla fiducia, dall’affidabilità e da cose apparentemente noiose, come il fatto che il vostro partner si ricordi sempre che vi fa male la schiena e vi spalmi la pomata senza che ve lo ricordi. La chiave di volta è che l’innamoramento è intrinsecamente egocentrico.
“Come *mi* sento con lui? Come *io* mi sento bene? Cosa *lui* mi dà?”. L’amore sposta l’attenzione sul “noi” e sulla preoccupazione per il benessere dell’altro, anche quando questo richiede sacrifici e non porta un piacere immediato.I professionisti delle relazioni dicono che il passaggio da uno stato all’altro non è una dissolvenza, ma una trasformazione. È il momento in cui si sceglie di stare con una persona che già si vede bene, con tutte le sue debolezze e stranezze.
Non si sceglie un sogno, ma la realtà. Se l’innamoramento è come un fuoco vivo e accecante, allora l’amore è una pentola fatta di braci, che bisogna ventilare con cura e in cui bisogna mettere la legna dell’attenzione quotidiana.
Del primo fuoco rimangono ceneri e vuoto, del secondo un calore che può riscaldare il lungo inverno. Non c’è da aver paura quando la follia della passione viene sostituita dal silenzio.
Questa non è la fine. È il momento in cui si ha la possibilità di iniziare a costruire qualcosa di reale. Qualcosa che non crollerà alla prima folata di vento, ma che resterà in piedi, perché le fondamenta sono state poste in una mente sobria e in una memoria solida.
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